|
Da
metà gennaio a metà febbraio di questo anno (2005) sono stato in
viaggio in India (come si evince facilmente dal titolo del racconto),
per uno studio di caso per la mia tesi di laurea. In una parola: avrei
dovuto studiare lo sviluppo del settore – bambù nelle zone povere
rurali, con uno stage presso una organizzazione chiamata INBAR (International
Network For Bamboo And Rattan). Queste poche (!) pagine sono il racconto
di quello che ho fatto. Non da un punto di vista lavorativo, ché mi
sarei annoiato perfino io. Bensì, da tutti gli altri punti di vista.
Leggerete.
L’idea
di scrivere un diario è nata dalla necessità di tenere aggiornati
amici e familiari su quello che stavo facendo, e su come stavo. La mia
mamma e i miei nonni erano principalmente interessati a se mangiavo e
mettevo la maglia di lana, le mie amiche a cosa mangiavo e che musica
ascoltavo, e i miei amici a tutta una serie di altri dettagli su cui
sorvolo (ma come sono prevedibili i maschi…). Pertanto, mediamente
ogni 2 giorni inviavo per e-mail, a una lista di persone, tutte le varie
puntate che sono qui raccolte.
Ovviamente,
il lavoro di questa raccolta non è stato solo quello di copiare e
incollare le puntate una di seguito all’altra: possiamo definire
questa una versione “riveduta e corretta”, nel senso che è depurata
dalle ripetizioni, dalle parti lente o di interesse veramente troppo
scarso per chi non mi conosce. E’ stato senz’altro più dura la
parte di “revisione” che quella fisicamente di scrittura. Tuttavia,
lo spirito di fondo è rimasto.
Ogni
volta che potevo, in India, accendevo il computer e scrivevo le cose così
come mi venivano in mente. Questo significa senza preoccuparmi troppo
della forma, della consecutio, dei nessi fra gli argomenti, ma neanche
di quello che gli altri “avrebbero potuto pensare di me”.
Per
questi motivi, mi scuso coi lettori per il turpiloquio, i riferimenti a
cose o persone non stra-stra-note, o qualsiasi cosa di non perfettamente
“ortodosso” tra quello che stanno per leggere. Ma, anche qui, c’è
un rovescio della medaglia: tutto questo renderà possibili delle sane
risate, e chissà, magari anche degli spunti per delle riflessioni
nuove.
Buona
lettura,
l’Autore
(è
sempre stato il sogno della mia vita firmare così. Perfino con la A
maiuscola!)
vai alla pagina del racconto
|